Vai al contenuto

Yerai
Cortés

artist profile

Yerai Cortés è già sulla strada per diventare un classico. E questo perché, oltre a essere una delle cose più interessanti accadute al flamenco negli ultimi anni, la sua musica sprigiona una serenità e una maturità insolite per la sua giovane età.

Dopo l’impatto del suo primo album, “La guitarra flamenca de Yerai Cortés”, amplificato dall’omonimo film diretto da Antón Álvarez (C. Tangana), che nel 2025 ha ottenuto due premi Goya per il miglior documentario e per la miglior canzone, “Los Almendros”, arrivando anche a una nomination ai Latin Grammy nella categoria Best New Artist, l’uscita di “Popular”, il suo secondo album, conferma il potenziale di un chitarrista che, al di là delle sue innegabili capacità tecniche, possiede il dono prezioso di una creatività incontenibile.

Il caleidoscopio di suoni presente nel disco non deriva soltanto dalla varietà dei palos flamenco e dei registri riuniti in “Popular”, ma anche dalla diversità delle provenienze geografiche delle sue canzoni. Soprattutto, però, emergono il genio creativo, l’originalità e l’unicità della sua proposta, tanto musicale quanto scenica.

Vedere Yerai Cortés sul palco con nient’altro che la sua chitarra, circondato da sei donne che cantano e battono le palmas, è tanto spiazzante all’inizio quanto affascinante subito dopo. Il riassunto è semplice: sei corde, sei voci. La parte difficile è decifrare la magia racchiusa in una proposta simile.