Tarek da Colorare è l’album con cui Rancore torna a mettere al centro la propria identità, unendo tecnica rap, metafore, incastri di parole e una forte componente emotiva.
Il titolo richiama direttamente Tarek Iurcich, nome anagrafico dell’artista. Come racconta lo stesso Rancore: «Ho scritto questo disco per tornare in me: ecco perché nel titolo leggi Tarek.» Il progetto nasce quindi come un percorso personale, ma allo stesso tempo aperto al confronto con gli altri.
Il tema del colore attraversa l’intero album e diventa simbolo di incontro, contaminazione e cambiamento. Rancore parte da una riflessione su un mondo sempre più diviso, in cui «ognuno sceglie il proprio colore», e trasforma questa immagine in un invito a superare i propri confini e lasciarsi influenzare dagli altri.
Come spiega l’artista: «A volte è attraverso gli altri che possiamo comprendere noi stessi, ed è grazie al prossimo che i nostri confini si definiscono.»
Da qui nasce anche l’idea alla base di Tarek da Colorare: «Chiedo a te di prendere i colori e di provare a colorarmi, come atto e come simbolo, mentre io proverò a colorare te con la mia musica.»
Musicalmente e liricamente il disco mantiene gli elementi che caratterizzano il linguaggio di Rancore, tra scrittura stratificata, tecnica, immagini e giochi di parole, affiancati da una dimensione più istintiva e personale. Lo stesso artista descrive il progetto come un lavoro attraversato da «dolorosa ironia e lucida follia».
Tracklist:
- Fanfole
- Basta!
- Fiori del male
- Roma non può
- Scale mobili
- Neminem
- Involucri
- Nuovo Single
- Divinità
- Stuntman
- Codex Seraphinianus
- Normalità
- L’Italia è l’unico paese che








