Venna
artist profile
Dopo due EP e un inizio di carriera illuminante, Venna, il sassofonista vincitore di un Grammy Award, pubblica il suo album di debutto, MALIK. L’artista ha trascorso gran parte degli ultimi tre anni in tournée, tornando a Londra a intermittenza. Questo periodo gli ha dato la fiducia necessaria per intraprendere la prossima fase della sua carriera.
“Every experience, every memory, every conversation, anything new, any encounter has influenced how this album sounds. I might like a particular guitar tone from it, and then I bring it into my world. Everything has come and conjured into one place, and it’s beautiful to also hear and see”
Con le voci di Jorja Smith, Cari, Leon Thomas, Smino, MIKE e dello stesso Venna, MALIK è un luogo in cui gli ascoltatori possono perdersi e ritrovarsi. L’album presenta anche una lunga lista di musicisti, tra cui Rocco Palladino, Elijah Fox, AoD, J Warner, Marco Bernardis e il collaboratore di lunga data Yussef Dayes. MALIK incarna un crogiolo di suoni che riflette l’ambiente di Venna. Non vuole essere radicato esclusivamente nel jazz: il suo lavoro precedente per artisti come Burna Boy, Beyoncé, Kali Uchis, Wizkid, Knucks, J Hus e molti altri dimostra che il suo sassofono è fatto per una gamma sonora ampia ed espansiva.
Parlando dell’atmosfera che il suo album di debutto vuole evocare, Venna afferma: «It’s wherever you feel safe, where you feel vulnerable, where you feel like you can be lost, wherever you feel like you can be yourself. It could be in your car, in your bathtub, or at your favourite restaurant. It could be within the arms of your loved one. That’s the beauty of it».
Venna non vede nessuna delle collaborazioni dell’album come semplici presenze ospiti, ma come veri e propri collaboratori e compagni di squadra, mentre lui tiene il timone. Ha vissuto questo percorso come un’esperienza collettiva.
“Twisting”, con la partecipazione di Leon Thomas, una delle stelle più brillanti dell’R&B, rappresenta una leggera deviazione dagli stili più tranquilli di Venna e, come lui stesso lo descrive, «it’s a song for the steppers». I sussurri vocali e le armonie di Venna aggiungono calore e profondità a brani come “Prophet”. In alcuni momenti, la sua voce appare fugace, ma la compostezza del sassofono la ancora saldamente. “My Way” incanta con le sue inflessioni soft-rock e folk, mentre “São Paulo Memoir”, lungo appena un minuto, offre un breve assaggio di bossa nova intrecciata a sonorità jazz.
Nel Regno Unito è facile etichettare come jazz qualsiasi musica con fiati e sezione ritmica, ma Venna ha da tempo cercato di evitare i limiti finiti di questa definizione. In MALIK ci sono elementi di jazz, ma anche di bossa nova, R&B, soul e rap.
«I purposely made an album that doesn’t fit into any genres, because I don’t see myself as a genre. I see myself as a person with the music. I see it as if I get given the music to give to you. My foundation of music is jazz – I will never not be jazz, these are my roots but I think the music stretches to a world beyond any genres. and you can feel that in this record.»
È una rara bellezza quando un artista si vede come un tramite della musica e, sebbene MALIK sia una manifestazione delle sue esperienze, del suo modo di vedere il mondo e di anni di lavoro e dedizione, Venna vuole che MALIK sia soprattutto un invito: un invito a lasciarsi andare, a essere presenti e ad abbandonarsi alle esperienze sensoriali.